“La situazione è assurda e paradossale: ho fissato la scadenza di agosto per ricevere un intervento, altrimenti presenterò le dimissioni”. Stanco e provato, il sindaco di Bulgarograsso, Fabio Chindamo, denuncia da mesi il dramma che coinvolge il suo Comune e quello di Cassina Rizzardi, entrambi ostaggi di un senzatetto con gravi problemi psichiatrici. Il primo cittadino aveva già attivato un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) dopo che l’uomo, di 45 anni e non residente, era stato trovato in condizioni indecorose vicino al cimitero. Da quel momento, però, gli episodi di violenza e vandalismo si sono intensificati.
Un pericolo per la comunità
“Come amministratori locali siamo senza strumenti e riceviamo continue sollecitazioni dai cittadini, preoccupati – afferma Chindamo –. La sicurezza è a rischio: quest’uomo ha mostrato un coltello, ha imbrattato il Municipio e quello di Cassina Rizzardi, si è cosparso di vernice rossa e ha utilizzato la fontana pubblica per lavarsi. Abbiamo dovuto chiudere l’acqua per evitare ulteriori abusi. Inoltre, svuota i cestini e sparge rifiuti ovunque”. Sul senzatetto grava un provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Varese, che ordina la sua permanenza in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
Una situazione insostenibile
“È inaccettabile che lo Stato e le istituzioni rimangano inerti. Cosa stiamo aspettando? Ho fatto tutto il possibile: se la situazione non verrà risolta, sono pronto a dimettermi”. Chindamo ha anche redatto una lettera aperta per cercare di attirare l’attenzione delle autorità competenti.
Lettera aperta del sindaco
Di seguito riportiamo il contenuto della lettera aperta del primo cittadino:
“Dopo diciotto anni come amministratore pubblico e otto come Sindaco di Bulgarograsso, sto vivendo il momento più frustrante della mia carriera. Ho affrontato molte emergenze: dalla pandemia globale a incidenti sul territorio, gestendo situazioni critiche con il supporto degli Assessori e delle forze dell’ordine. Tuttavia, oggi, il ‘sistema’ non funziona. Tutto si concentra sulla panchina di una piazza, dove assistiamo alla presenza di un uomo in condizioni indecorose, che non è stato ritenuto ‘abbastanza’ in difficoltà per ricevere assistenza specialistica. Nonostante un TSO, non è stato convalidato dai medici, e i suoi comportamenti non hanno giustificato l’intervento dei servizi pubblici.
Dopo vari tentativi, abbiamo ottenuto informazioni sulla sua situazione: non è residente a Bulgarograsso da oltre quindici anni e non è in carico ai nostri Servizi sociali. Abbiamo coinvolto il suo Amministratore di Sostegno, ma la sua storia è nota: ha lasciato il trattamento e ora è in attesa di essere riammesso alla REMS, che accoglie chi ha disturbi psichiatrici e ha commesso reati. Purtroppo, il sistema delle REMS è congestionato, con posti limitati e lunghe liste d’attesa.
In altre parole, anche se esiste un luogo adatto per la sua cura, le attese possono durare anni. Perché rendere pubblica questa vicenda? Perché l’indignazione e la frustrazione possano raggiungere le istituzioni competenti, affinché la salute mentale venga presa in considerazione. Come Amministrazione, non possiamo ignorare una società che si fa carico di queste problematiche, che superano i poteri del sindaco. In un paese piccolo come il nostro, la situazione è allarmante, ma nelle grandi città passa inosservata. La salute mentale è un tema cruciale che tocca non solo la persona interessata, ma anche la famiglia e la collettività, come stiamo vivendo. Molti cittadini riferiscono di sentirsi in pericolo quando attraversano la piazza, e sono stati segnalati atti di vandalismo e tentativi di violenza. Invito chiunque si trovi in situazioni di pericolo a contattare il 112 e a denunciare. Spero che chi è preposto a tutelare la salute e la sicurezza possa intervenire tempestivamente.”