Caso sospetto di Ebola

Ricoverati per sospetto Ebola, Bertolaso rassicura: “Nessun motivo di allarmismo”

"In collaborazione con gli esperti del Sacco, stiamo valutando la possibilità di malaria cerebrale".

Ricoverati per sospetto Ebola, Bertolaso rassicura: “Nessun motivo di allarmismo”

“Non c’è motivo di creare allarmismi. Il nostro sistema sanitario è preparato ad affrontare queste situazioni”. Così l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha commentato il ricovero precauzionale di due persone all’ospedale Sacco di Milano, tornate dall’Uganda con sospetto caso di ebola.

Chiarimenti sull’emergenza Ebola

“Ho vissuto in prima persona l’emergenza in Sierra Leone durante una delle epidemie più gravi – ha proseguito Bertolaso in conferenza stampa a Palazzo Lombardia – e conosciamo la serietà di queste malattie. Tuttavia, è fondamentale chiarire che, affinché ci sia una diffusione estesa, servono condizioni sanitarie, climatiche e sociali che fortunatamente non si riscontrano in Italia”. I pazienti ricoverati sono un uomo di 31 anni di Bulgarograsso, con febbre, nausea e vomito, e una donna di 33 anni di Lurate Caccivio, che presenta febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e stato confusionale. Entrambi fanno parte di un gruppo di sette persone rientrate il 24 maggio dall’Uganda, dove avevano svolto attività di volontariato per circa tre mesi. Dopo il rientro in Italia, alla comparsa dei sintomi, le strutture sanitarie regionali hanno attivato immediatamente i protocolli di sicurezza e sorveglianza per i casi sospetti di malattia infettiva.

Dettagli sul ricovero

I due pazienti sono stati trasferiti dall’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (AREU) in isolamento all’ospedale Sacco di Milano, che è il centro di riferimento nazionale per le malattie infettive e dispone di reparti ad alto isolamento. Recentemente, è stato attivato il primo Pronto Soccorso infettivologico con posti letto ad alto isolamento (BLS-4). Gli altri membri del gruppo e alcuni contatti familiari sono stati posti in isolamento domiciliare fiduciario e sono monitorati dalle autorità sanitarie. Sono in corso accertamenti diagnostici per definire il quadro clinico dei pazienti. “Attualmente – ha aggiunto Bertolaso – i casi di Bulgarograsso e Lurate Caccivio sono in fase di accertamento all’ospedale Sacco di Milano per le patologie infettive, incluso l’ebola. Se gli esiti saranno positivi, verranno attivate le procedure previste”.

“Abbiamo convocato la stampa – ha spiegato Bertolaso, affiancato da Danilo Cereda, dirigente Prevenzione della Direzione generale Welfare di Regione Lombardia – per chiarire alcune notizie circolate riguardo a un intervento precauzionale su famiglie ritornate dall’Uganda e, in particolare, su due persone con sintomi compatibili con l’ebola. Insieme ai colleghi del Sacco, stiamo considerando la possibilità di malaria cerebrale”.

“Al momento, le famiglie e i parenti provenienti dall’Africa sono sottoposti a isolamento fiduciario. Se i casi in esame risulteranno positivi, adotteremo le misure previste dalla nostra check list. Ciò avverrà quando avremo i risultati”. Bertolaso ha inoltre sottolineato che “siamo in contatto diretto con il ministero della Salute”.

Durante la conferenza stampa è stato confermato che il virus ebola ha un periodo di incubazione di 21 giorni, differente dall’infezione da Hantavirus, che si manifesta dopo un’incubazione variabile da 2 a 6 settimane.