Un incontro sull'Iran

L’Iran: Conflitti attuali e ricchezze culturali

Un evento dell'Università degli adulti con relatori di spicco.

L’Iran: Conflitti attuali e ricchezze culturali

L’Università degli adulti di Olgiate Comasco ha offerto un’importante opportunità per approfondire la conoscenza dell’Iran.

Situazione attuale in Iran

Giovedì 30 aprile, presso l’auditorium comunale di via Lucini, si è svolto un incontro con tre esperti di rilevanza internazionale. Federico Prelati, operatore umanitario con un’esperienza ventennale in diversi Paesi, ha condiviso le sue esperienze vissute in Iran. Kamran Afshar Naderi, architetto e scrittore italo-iraniano, ha portato il suo punto di vista culturale. Alberto Dal Poz, responsabile regionale di advocacy umanitaria per il Norwegian Refugee Council, ha partecipato in collegamento da Bruxelles. L’evento è stato coordinato da Nicola Gini, responsabile di redazione del Giornale di Olgiate, e introdotto da Maria Rita Livio, presidente dell’Università degli adulti. I relatori hanno discusso dell’attuale conflitto con gli Stati Uniti e dell’affascinante patrimonio culturale iraniano.

 

Superare i pregiudizi

Federico Prelati ha messo in luce la sua percezione quotidiana dell’Iran, definendolo un Paese tecnologicamente avanzato rispetto a molti altri. Ha anche invitato a non limitarsi alle informazioni provenienti dall’Occidente, in particolare riguardo al blocco di Internet. Infatti, gli iraniani continuano a utilizzare la rete a livello interno, mentre le restrizioni riguardano l’accesso a contenuti esterni.

Un patrimonio culturale ricco

Kamran Afshar Naderi ha evidenziato la vastità della cultura iraniana, che si esprime attraverso musei, caffè letterari e una tradizione poetica ricca. Tuttavia, ha anche sottolineato come la guerra abbia interrotto queste dinamiche sociali, fino al cessate il fuoco che ha riavviato il desiderio di interazione tra le persone.

Una nuova prospettiva

Durante l’incontro, è emersa l’importanza di guardare all’altro non come a un nemico, ma come a un compagno di viaggio. Questa riflessione, sottolineata anche da Alberto Dal Poz durante la sua partecipazione da Bruxelles, invita a un cambiamento di mentalità. Si auspica un mondo non più diviso dalla legge del più forte, ma unito nel rispetto del diritto internazionale.